Non solo danza

cigni

LAURA BLENGINO

Serata di balletti al teatro. Si inizia con “Un lago dei cigni tra sogno e realtà”.
Una riscrittura, in cui il protagonista è incatenato in un mondo pieno di regole e decide di evadere in un mondo surreale. Odette rappresenta prima la sofferenza del Principe e poi la soluzione. Questo cambiamento è anche segnato dalla variazione di danza: prima classica e poi contemporanea.
A prima vista vedere i movimenti contemporanei su musica classica sembrano sgraziati, illogici. Ma poi prendono forma.
Particolare che il Principe faccia il moonwalker, ovvio rimando a Michael Jackson.
Quello che mi ha stupito: anche gli uomini indossano il tutù classico.
Può essere un rimando allo stile di vita metrosexual. Un uomo che per scelta e soldi adotta uno stile tipicamente femminile ed è attento all’aspetto esteriore.
I piedi spesso sono “en dedans” oppure in “sesta posizione”. Tipici della danza contemporanea. Anche le braccia non sono curve e morbide che disegnano un semicerchio (danza classica). Spesso il polso spezza questo incanto e crea linee rette o segmenti (contemporanea).
Questa inconsuetudine tipica della danza contemporanea sottolinea bene l’introspezione psicologica, un po’ cupa, del protagonista.
Alcuni cigni entrano e ridono di lui. Segno che forse bisogna ridere della sofferenza e non starci male?
Poi si passa a “Non solo Carmen”. Una riscrittura di Carmen.
Prima si muove un braccio, poi l’altro. Sembrano quasi i movimenti di una bambola. Il vestito è rosso e vaporoso, proprio come una bambola.
Lei e lui ballano. Poi a un certo punto lei buca la mano a lui. Esce un foulard rosso per rappresentare il sangue. Lui urla. Come a indicare che la donna rompe il ruolo d’inferiorità. Rosso come a indicare sangue, violenza ma anche amore e passione.
Questa è una riscrittura di Carmen, per affrontare il problema delle violenze sulle donne. Sia a livello psicologico che fisico. In questo balletto la donna diventa forte e fagocita quasi il maschio, e lo fa muovere come fosse un burattino.
Poi dopo “Il lago dei cigni” e “Carmen” si passa a un altro balletto. “Romeo e Giulietta”.
La donna è vestita di bianco. Anche il viso è coperto da un velo bianco. Mi ricorda tanto il quadro “Gli amanti” di Magritte. Il bacio degli amanti senza volto. Come a dire che i due sono avvolti dalla morte oppure che l’amore non conosce bellezza. Nel senso che ognuno vede bello a modo suo.
Mi è piaciuta la scena finale. Tutti entrano, cigni e carmen. Ognuno fa il proprio movimento del proprio balletto.
Nella diversità c’è l’armonia.
Nella modernità c’è la classicità.

Esseri umani, piante o polvere cosmica: tutti danziamo su una melodia misteriosa intonata nello spazio da un musicista invisibile.
(Albert Einstein)